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ARGENTERA ...E BUONE FERIE | Stampa |
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Siamo tornati volentieri ai piedi delle Alpi per correre a Torino, anche se l’incertezza meteo frenava un po’ gli entusiasmi.

Ci siamo presentati alla gara con qualche modifica al trattore, settaggi di fino volti a mettere maggiormente sotto sforzo il Conti visto che nelle ultime gare la pressione dei turbo non è mai tornata ai livelli abituali ma sempre 1 o 2 decimi di bar al di sotto del solito. Abbiamo allungato di un 4% il rapporto al ponte nel differenziale ed in funzione del terreno che avremmo trovato ci saremmo regolati con la pressione delle gomme.

Al primo avviamento del motore (il test ai box per vedere che tutto funzioni a dovere) sembrava tutto regolare se non fosse che Luca occhio di lince intravede una vibrazione anomala ad un’asta dei carburatori, segno che c’è qualche cosa di strano: a motore spento un’accurata diagnosi verifica che effettivamente l’asta sta crepando.

Urge una saldatrice: a questo punto nuoce vedere che anche se ti fai in quattro per aiutare chi ti viene a chiedere aiuto solo 15 giorni prima, oggi ti volta le spalle con sufficienza credendosi chissà chi. In un ambiente come il nostro dove tutti ci conosciamo e tutti siamo li per dare spettacolo e non per farci la guerra, visto che pratichiamo uno “sport”, è deprimente vedere comportamenti del genere: peggio per loro che non si godono le gare come facciamo noi!

Il fantomatico attrezzo che unisce pezzi di metallo si materializza quando chiediamo aiuto ai ragazzi dello Spalanco Puller Team che prontamente e senza pensarci due volte rendono fattibile la riparazione al nostro mezzo: grazie ragazzi!

Purtroppo però quando una cosa comincia male difficilmente inverte la sua tendenza e così dopo una qualifica coi fiocchi, proviamo a dare battaglia anche in finale dove però un improvviso “POF” gela le nostre speranze e fa arretrare immediatamente la manetta del gas del Poderoso che teme il peggio. Vediamo subito che il problema è solo di un manicotto dei turbo che si è sfilato e se da una parte cominciamo ad imprecare, dall’altra ci asciughiamo la fronte come a dire: che c….aspita di fortuna che non si è rotto niente!

Viene da dire che prima o poi doveva succedere l’inconveniente che di tarpa i cingoli, anche se il quarto posto in gara ci permette di vedere ancora da vicino lo Starlight che oggi andava come l’Orient Express: da paura.

Non siamo riusciti a vedere che effetto hanno sortito le modifiche approntate e siamo quindi molto curiosi di riagganciare la cattiva per capire se abbiamo visto giusto e magari, chi lo sa, festeggiare fino alle 3 del mattino come abbiamo fatto sabato sera al nostro box con tutti gli amici a partire da Dombucci, dai ragazzi del  team Zancaldi  per finire con parte dei giudici di gara e dello staff TPI,  e dare un motivo in più alla stura di altro Champagne di Fognano. Chi la dura la vince!

 
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