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San Pancrazio | Stampa |
gara_spancrazio.jpgL’ultima tirata della stagione ha visto il team portare l’Agritruck solcare la terra di casa: le premesse per ben figurare di fronte alle numerose persone giunte a tifare per noi, c’erano tutte. Set up generale del mezzo eseguito nelle ultime due settimane e gli ultimi 3 giorni passati a rifocillare le dispense dei 2 furgoni per ospitare tutti coloro che ci sono stati vicini e ci hanno sostenuto anche quest’anno.

La gara si è svolta su un tracciato di difficile interpretazione, quanto mai scivoloso per le gomme ma durissimo per la slitta col risultato che si doveva per forza estremizzare l’assetto del mezzo alla ricerca del massimo grip. Sgonfiato le gomme nei limiti del possibile, abbiamo affidato le nostre speranze ai piedini del Poderoso che avrebbero di li a poco sfiorato i freni per dare direzionalità al trattore e al Conti, oggi messo a dura prova dalle pesanti condizioni di gara.

Il telaio e il pilota hanno fatto egregiamente il loro dovere ma, come nell’ultima gara, abbiamo riscontrato anche stavolta il problema di riempimento di uno dei 4 Stromberg col risultato di una carburazione perfetta per 9 cilindri e alquanto approssimativa per i restanti 3. Il risultato che ne è conseguito ci ha comunque meravigliato perché prendere 4 metri dal primo in queste condizioni vuole dire che avremmo anche potuto fare il colpaccio se tutto fosse filato liscio: già in partenza gli scoppi in fase di lancio dei turbo lasciavano presagire una tirata non a livello delle precedenti performance, poi l’Agritruck si è esibito in una lodevole corsa terminata a circa 5 metri dall’arresto del mezzo con l’affogamento dei 3 cilindri anteriori di sinistra che hanno irrimediabilmente compromesso il risultato finale.

Il destino ha voluto ancora una volta che tirassimo in finale per primi così abbiamo aspettato con trepidazione le prestazioni dei nostri avversari: finalmente, e non lo diciamo solo per modo di dire ma siamo veramente contenti per il D&D Star Team, abbiamo potuto ammirare e ascoltare il rombo del Curtiss&Wright stellare a 18 cilindri come non lo avevamo mai sentito prima. Facciamo davvero i complimenti a Davide e a tutto il suo team che, dopo tutte le vicissitudini ed i rospi che hanno ingoiato hanno dimostrato che “chi la dura la vince”. Ancor prima di nascere il nostro  “SOTA SPIRIT” ha già un nuovo temibile avversario…
 
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